Luce blu: è nociva? Effetti negativi e loro prevenzione

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Complice l’uso eccessivo delle nuove tecnologie, oggi siamo sempre più esposti alla luce blu; il che favorisce lo sviluppo di disturbi anche molto gravi! Nell’articolo scopriremo quali sono e come prevenirli.

Ma cos’è la luce blu? E a cosa serve?

La luce blu fa parte del cosiddetto spettro del visibile, cioè l’insieme delle radiazioni percepibili dall’occhio umano. Più precisamente, come illustrato in figura, essa include le lunghezze d’onda comprese tra 380nm (blu-viola) e 500nm (blu-turchese), a cavallo tra l’ultravioletto e il visibile.

Spettro elettromagnetico
Spettro elettromagnetico. La luce blu ha una lunghezza d’onda compresa fra 380nm (blu-viola) e 500nm (blu-turchese).

Ciò che forse non tutti sanno, però, è che la luce blu regola quei processi fisiologici che si ripetono con un ritmo giornaliero. Tra questi abbiamo il sonno e la veglia, il cui controllo spetta all’orologio biologico, in base agli stimoli percepiti dalla retina.

In questa sede, infatti, sono presenti i recettori della luce blu-turchese (ipGCR) che, grazie al pigmento melanopsina, misurano l’intensità dei fasci incidenti, per poi inviare l’informazione all’ipotalamo (dove ha sede l’orologio biologico). Quest’ultimo, dunque, in base all’intensità percepita, sopprime o stimola la secrezione di melatonina da parte dell’epifisi, favorendo lo stato di veglia o sonno.

Essa, inoltre, regola la secrezione di cortisolo (l’ormone che ci aiuta ad affrontare lo stress) e serotonina (il mediatore del buonumore), rendendoci vitali e concentrati durante la giornata. Ed è proprio per questi motivi che, la luce blu, viene sfruttata per regolare i ritmi circadiani nelle regioni poco esposte al sole, come quelle polari (Tosini et al., 2016).

Il problema insorge, tuttavia, quando l’esposizione diventa eccessiva.

Negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad una rapida e massiva diffusione dei LED (Light Emitting Diodes), sia nell’illuminazione generale, sia in quella per pc, tablet, e-reader e smartphone. In particolare, il LED a luce bianca (che risulta tale poiché accoppia la luce blu a quella gialla) è sicuramente il più sfruttato per la qualità dell’illuminazione, che ci consente di vedere bene anche al buio, incrementando le ore di tempo passate dinanzi allo schermo.


Quali rischi si corrono, dunque, sovraesponendosi alla luce blu?

Le possibili conseguenze sono numerose e, contrariamente a quanto si possa pensare, possono compromettere la salute globale, non solo quella degli occhi. Vediamole in dettaglio!

VDTS (Video Display Terminal Syndrome)

La VDTS colpisce chi abusa -per lavoro o per svago- del pc o altri dispositivi che sfruttano l’illuminazione a LED (smartphone, tablet, e-reader). Sulla rivista PLoS One, Kaido e colleghi riportano che questa sindrome si manifesta con sintomi fisici e psichici, ascrivibili da un lato alla postura assunta, e al ripetersi di movimenti stereotipati, dall’altro, invece, alla luce blu emessa dallo schermo.

Ma quali sono i sintomi associati alla luce blu?

Sintomi oculari

Sono dovuti ad una ridotta lubrificazione degli occhi, e tra questi abbiamo:

  • arrossamento,
  • sensazione di corpo estraneo nell’occhio,
  • intolleranza alla luce,
  • dolore,
  • affaticamento visivo e conseguente mal di testa.

Mantenere lo sguardo fisso sullo schermo, infatti, riduce la frequenza del battito ciliare e, con essa, l’idratazione dell’occhio.

A lungo andare, inoltre, si può avere la comparsa o la progressione della miopia, proprio perché si osserva lo schermo da vicino.

Sintomi psichici

Ricordate il ruolo della luce blu nel controllo dei ritmi circadiani? Ebbene, quella emanata dallo schermo nelle ore notturne, inganna l’orologio biologico, che sopprime la produzione di melatonina. Di conseguenza si dorme poco e male, fatto che a lungo andare favorisce lo sviluppo di ansia, depressione e deficit cognitivi (calo di attenzione, concentrazione e memoria).

Durante il sonno, infatti, il cervello elabora le informazioni ricevute durante la giornata, tenendo per sé solo quelle utili; la mancanza di riposo, dunque, a lungo andare compromette la capacità del cervello di ricevere ed elaborare correttamente le informazioni, con ripercussioni negative sulle attività scolastiche e lavorative.

Degenerazione precoce della retina

La retina è lo strato più interno della parete oculare, indispensabile per la visione: in essa, infatti, sono presenti i fotorecettori, cioè i neuroni specializzati nella ricezione e trasmissione degli stimoli luminosi.

sezione occhio
Occhio in sezione. Dall’esterno verso l’interno distinguiamo una tonaca fibrosa (cornea anteriormente, sclera posteriormente), una tonaca vascolare o uvea (coroide posteriormente, iride e corpo ciliare anteriormente) e una tonaca nervosa o retina (epitelio pigmentato esterno, sistema laminare di neuroni interno).

Il ruolo della luce blu è stato ampiamente discusso da Tosini e colleghi, in una revisione pubblicata su Molecular Vision. Sebbene siano necessari ulteriori studi, sembra che la luce blu-viola acceleri l’accumulo di lipofuscina (il pigmento della vecchiaia) nella retina, compromettendo la visione.

Questo pigmento infatti, assorbendo le radiazioni blu-viola, innesca la produzione di radicali liberi sia nel foglietto esterno della retina (RPE), sia in quello interno, dove sono presenti i fotorecettori. Di conseguenza questi ultimi muoiono, ed ecco che si assiste al progressivo deterioramento delle funzioni visive, fino alla completa cecità. Non a caso, la degenerazione della macula (la regione retinica più ricca di fotorecettori), o maculopatia, è responsabile del 5% dei casi di cecità in tutto il mondo (Leung et al., 2017).

Sembra, inoltre, che questi effetti siano cumulativi (l’entità del danno cresce esponendosi giorno dopo giorno) e legati al momento in cui avviene l’esposizione (gli occhi sono più suscettibili nelle ore notturne).

Melanoma uveale

Si tratta del tumore maligno oculare più comune, che colpisce l’uvea (la tonaca vascolarizzata dell’occhio, a contatto con la retina). Stando al Journal of Ofthalmology, la luce blu può favorirne lo sviluppo, in quanto:

  • aumenta la produzione di radicali liberi, dannosi per il DNA delle cellule uveali;

  • stimola la divisione delle cellule trasformate;

  • favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni (fondamentali per la sopravvivenza e l’espansione del tumore).

Arrivati a questo punto, dunque, la domanda sorge spontanea.


Come proteggersi dalla luce blu?

I semplicisti potrebbero rispondere:

stando meno al pc/smartphone/tablet.

Per chi come me li usa per lavoro, tuttavia, non credo sia la soluzione ideale! Ed è per questo motivo che sono state messe a punto delle lenti particolari, in grado di schermarci dalla luce blu-viola (nociva) senza, tuttavia, privarci della blu-turchese (importante per la visione e il controllo dei ritmi circadiani).

Studi clinici dimostrano, infatti, che queste lenti:

Se usate il pc per più di sei ore, soprattutto al crepuscolo, è bene quindi che le indossiate, in modo da proteggere gli occhi e non alterare i ritmi circadiani.

Io, che lavoro al pc 10 ore al giorno, uso KLIPP.

Cos’è KLIPP?

Si tratta delle clip-on ideate dalla nowave, una giovane azienda che ha fatto di “Be smart look good” il suo motto.

KLIPP è l’ideale per chi porta gli occhiali e vorrebbe proteggersi dalla luce blu, dal momento che si applica alla montatura – adattandosi perfettamente a tutti i modelli – senza compromettere la visione.

Foto1162
Clip-on KLIPP di nowave

Quali sono le mie impressioni su queste clip-on?

Mi sono trovata bene sin da subito, perché:

  • si applicano con facilità;

  • si adattano bene alla montatura;

  • sono molto leggere, per cui non aumentano la pressione sul dorso nasale;

  • non ostacolano la visione, bensì la rendono più nitida;

  • riducono il fastidio provocato dal monitor;

  • a fine giornata ho la vista meno affaticata e non ho mal di testa;

  • ho meno difficoltà a prender sonno.

E scusate se è poco!

E chi non ha problemi alla vista?

La nowave ha pensato anche a questo! Sul sito ufficiale, infatti, sono disponibili gli occhiali per chi non ha problemi visivi e vorrebbe prevenirli. I modelli hanno un design moderno e ricercato, e possono adattarsi con facilità alle diverse fisionomie.

Per maggiori informazioni sui vari modelli disponibili, visitate il sito nowaveofficial.com!
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