Sclerosi multipla: cos’è? Dalla diagnosi alla terapia

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Dal 27 maggio al 4 giugno si è svolta, in tutto il territorio italiano, la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla. L’evento, promosso dall’AISM con l’obiettivo di informare e sensibilizzare sulla malattia, ha raggiunto il culmine proprio in corrispondenza della Giornata Mondiale, in data 31 maggio.

Ma cos’è la sclerosi multipla? E perché è importante informarsi? Dalla diagnosi alla terapia, fino alle ultime scoperte scientifiche, oggi parleremo di questa patologia per certi aspetti ancora poco conosciuta. Siete pronti, dunque?


Innanzitutto, vediamo di cosa si tratta!

La sclerosi multipla (SM) è una malattia neurodegenerativa autoimmune. Essa, infatti, si sviluppa perché il sistema immunitario, ormai impazzito, distrugge la guaina mielinica (il rivestimento che isola e protegge le fibre nervose) causando la formazione di placche simili a cicatrici, localizzate principalmente a livello dei nervi ottici, del cervelletto e del midollo spinale.

Pensate che queste lesioni furono osservate, per la prima volta, nel XIX secolo. Fu l’anatomopatologo Jean Cruveilhier, in particolare, a rappresentarle in un atlante illustrato (Malattie del midollo spinale, n.d.A.) nel 1842, nonché il primo a descrivere il decorso della malattia.

Ed oggi sappiamo che, proprio in base al decorso clinico, si distinguono quattro forme principali di SM. Vediamole!

Sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR)

Delle quattro tipologie è la più diffusa: si stima, infatti, che colpisca l’85% dei pazienti in fase iniziale. È caratterizzata da episodi acuti (ricadute) che durano da qualche ora a qualche giorno, e durante i quali si manifestano i sintomi, separati da periodi di benessere (remissioni), che possono durare da qualche settimana a qualche anno.

Sclerosi multipla secondariamente progressiva (SMSP)

Viene considerata a tutti gli effetti un’evoluzione della recidivante-remittente, tant’è vero che il 30-50% dei pazienti con SMRR la sviluppa dopo 10 anni. In questo caso, la disabilità diventa sempre più persistente col passare del tempo.

Sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP)

In questa forma di SM, che colpisce il 10% dei malati in fase iniziale, non vi sono ricadute e remissioni. I sintomi, infatti, compaiono gradualmente e progrediscono lentamente nel tempo. A differenza della SMRR, che viene diagnosticata a 20-30 anni, l’età di esordio di questa sclerosi è più tardiva.

Sclerosi multipla a decorso progressivo con ricadute (SMDPR)

Si pensa che sia una forma di passaggio tra la recidivante-remittente e la secondariamente progressiva. Nel 5% dei malati colpiti da questa forma, i sintomi progrediscono gradualmente sin dall’inizio, ma sono intervallati da ricadute con scarso recupero.

Sclerosi multipla benigna (SMB)

Oltre alle quattro forme sopraccitate, ne esiste una quinta anomala: si tratta, per l’appunto, della sclerosi multipla benigna. La SMB, in particolare, è caratterizzata dalla comparsa di 1-2 ricadute, che si risolvono completamente senza lasciare invalidità; questa forma di sclerosi quindi, a differenza delle altre, non peggiora col passare del tempo.

Ma qual è la prevalenza della sclerosi multipla nella popolazione generale? Quali i fattori di rischio?

Troverete la risposta a questi, ed altri interrogativi, cliccando qui!
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